9. Il Mal stare - doc. 3 seguito




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  • Non essere li beni arativi di maggior cavata di tre stara di grano la pertica, et che il grano si cava tanto dall'avidato come dall'arativo non sii apena bastante di mantenere quei habitanti per tre mesi dello anno, et a parte poi anche haver inteso esservi il raccolto delle castagne da mantenere quel Paese quasi la metà dell'anno, quando però il raccolto va bene.
  • Essere li prati di detta Terra ben pochi e di rendita molto tenue, non affittandosi a più di soldi 50 la pertica, massime per essere quelli tutti senz'acqua, et non haver il lettame che vi bisogna per ingrassarli.
    Doverli poi dalla rendita d'essi beni dedurre le gravi spese che vi vogliono per farli lavorare et mantenere gli operaij, massime per essere quelli riposti in sito montuoso, dove non si può andare con bovi né condurvi la grassa col carro, ma solo a schena de somari et da detti beni zerbidi et infruttiferi, che sono di molto maggior perticato di quello sijno i coltivi, non ricavarsi altro che la somma di lire 500, cioé lire 150 dai Caprari del Lago di Como et di Chiavenna per il pascolo di quel poco brugo che vi godono le loro capre, et lire 50 che si cavano dal lettame d'esse capre del quale se ne servono per ingrassare li beni, et lire 300 da altri Particolari per il godimento che fanno in sodetti beni zerbidi.
  • E finalmente coltivarsi di presente solo pertiche 3000 in circa lasciandone il rimanente andare zerbido et inculto per essere di mala qualità.
    Et li carichi del Commune ripartirsi metà sopra il Reale et metà sopra il Personale dagli anni 18 sino alli 60, et a detti carichi concorrervi egualmente le femine come fanno li maschij.
  • Et che per verificare poi il stato di detta Terra detto Questore delegato non si era fermato solamente sopra le semplici depositioni dei testimonij, ma che per maggiormente appurarlo si era applicato a visitare le case e botteghe del Territorio dove haveva veduto non essere le case più di 125 et fra quella esservene 37 parte diroccate et parte che stanno in evidente pericolo da diroccare.
    Et le altre case generalmente parlando trovarsi anch'esse in puoco buon stato et havere bisogno di molte reparationi, che non si possono fare senza dispendij ben grandi.
    Et rispetto alle Botteghe haver veduto bensì li siti dove quelle si trovavano anticamente riposte, ma quelle essere tutte di presente serate et essere incorporate nelle case annesse, godendosi quelle in via di pura habitatione senz'alcun Traffico di Mercantia.
  • Non havere poi visitati li beni, et massimi quelli che sono zerbidi, et Boschi, si come anche le fornaci di Calcina, ma per non essere staggione a proposito et essere tanto gli un come le altre riposti sopra monti, e non poco remoti dalla Terra, non essergli stato fatibile l'andarci.
  • E che in ordine a debiti della Communità ha ritrovato che quanto a debiti verso il Ducato rissulta da una nota presentatasi dalla Communità formata dal Ragionato de retrodati Giuseppe Curione con data 29 marzo 1677 restare quella dovendo al Ducato la somma di lire 104.455 11 denari e soldi 7, et essersi tutto questo debito cumulato dal sodetto anno 1627 in qua, salvo che per la somma di lire 2110 2 denari e soldi 8 per carichi d'equalanza, perticato et censo di Camera, decorsi negli anni 1624 et 1625.

    E rispetto agli altri debiti verso i Privati, si de Censi come d'altre obbligazioni essere questi in tutto Lire 77.550, cioè lire 37.150 di capitale et lire 40.400 de decorsi, però de questi debiti non havere puotuto riconoscere la sussistenza, ne meno il tempo della loro constitutione per non essergli stato dalla Communità presentato altro ricapito fuorché la copia d'una nota che di essi diede al sodetto Sindico Generale Bernascone quando fece detta sua visita, nel qual nota si vede annotata una altra partita di lire 5000 dovuti a diversi particolari del Commune per rissarcimento di spese da loro patite per causa dei debiti d'esso Commune.
  • Et havere anco ricercato di sapere il numero del personale effettivo che di presente vi era in detta Terra che da due attestationi firmate dal Curato delle medema che gli erano state presentate rissultava essere di presente in detta Terra teste n. 837 tra maschij e femine, grandi e piccioli, compresi anche li bambini.
    Et de Communione in tutto n. 600, de quali ve ne siano più di due terzi di femine.
  • Et come per altre attestationi del Cancelliere della medema Terra, e nota da lui fattasi della descritione del Personale obbligato al sostenimento de' carichi appare esserci solo teste n. 307 cioè:
    de maschij n. 147 e de femine n. 160.
  • Si come anche sapere che aggravio si doveva verisimilmente colà pagare in un anno per ciascuna pertica di terreno lavorativo et per ciascuna testa viva, et dall'imposta de' carichi essibitagli dell'anno 1677 haver riconosciuto essere il carico annuale di questa Terra, cioè d'alloggiamento de' soldati, del Ducato, Locali, Censi che si pagano agli heredi de fratelli Gini et d'Alberto Buzzi, et a fratelli Marinoni della somma in tutto di scudi 6497,7 dai quali deducendosi le lire 500 che come sopra si cavano dal pascolo delle capre et altro come sopra, si riduce l'aggravio il lire 5900 le quali repartendosi sopra il Reale, cioè sopra le sodette pertiche 3000 ne' quali non vi sono compresi li beni antichi di Chiesa, né quelli del dottor Carlo Francesco e fratelli Marinoni essenti per il privilegio de' dodeci figlioli che non pagano cosa alcuna, et per l'altra metà repartendosi sopra il Personale, cioè sopra le sodette teste n. 307, viene a toccare soldi 20 la pertica e lire 10 per testa viva sij di maschio come di Femina, conforme il stato presente, nel quale godendo la Communità del beneficio della sospensione de sodetti stara trenta di sale paga li carichi straordinarij solo per li sodetti stara 60.
  • E che seben pare che il carico come sopra vien dato al personale di lire 10 per testa sij tenue, massime anche in riguardo che quando si dovessero distribuire li carichi per due terzi sopra il Reale et l'altro terzo sopra il Personale, conforme gli ordini, l'aggravio del Personale diverrebbe minore, però sij certo che sgravandosi il Personale s'aggraverebbe tanto più il Reale, il quale dovendo anche pagare il carico del perticato che annualmente importa la somma di lire 655 denari 16 soldi 3 non compreso nella sodetta imposta, resterebbe il Reale molto aggravato in eccesso, e che si deve anche haver riguardo che se bene la Femina paga li carichi egualmente al maschio, non è però essa di ragione obbligata all'alloggiamento dei soldati e dipendenti; né a concorrere agli altri carichi del sale, se non per la bocca, a differenza del maschio che è obbligato a tutto e non solo per la bocca, ma anche per la sua testa, per lo che si dovrebbero poi addossare al maschio la porzione per cui si fa al presente concorrere la femina di più del giusto, e così l'aggravio del personale verrebbe a crescere molto di più del doppio, massime anche atteso che nella sodetta imposta de carichi del 1677 non ci sono compresi l'interessi che la Communità deve come sopra pagare al altri creditori per causa de' mutui ascendenti alla somma capitale di più di lire 21.000 ai quali pure cinvene pagare li loro interessi se non nella quantità convenuta almeno in somma moderata che tutto farà crescere la sodetta imposta e conseguentemente anche l'aggravio annuale tanto al Reale come al Personale e molto più quando la Terra non havesse a perseverare, a godere della sodetta sospensione delli stara 30 di sale il che gli causerebbe uno sconcerto ben grande, non senza evidente pericolo di renderla poi affatto impotente al sostenimento dei suoi carichi, e come dalla relatione di detto Questore delegato che qui viene per copia inchiusa.

Et essendosi il tutto riferito nel Magistrato diciamo a V. E. che mentre dalla relatione come sopra fattasi dal sodetto Questore Marchese Rovida delegato rissulta che tuttavia va continovando il mal stato della Terra supplicante e l'impotenza sua di concorrere al sostenimento de carichi per tutta la di lei quota di stara novanta di sale che fu la caggione per la quale gli fu come sopra concessa ad tempus la sospensione delli stara 30 col beneficio della quale essa veniva poi a concorrere come fa di presente solamente per stara 60.

Stimiamo perciò, atteso quanto di sopra e stando al voto de' Sindaci del Ducato di sopra inserto, V. E. si possa degnare di dar ordine che se gli vada continovando la medesima sospensione de stara 30 di sale che di presente va spirando, per altri 9 anni prossimi a venire, quali durando, debba la Communità supplicante concorrere al pagamento de suoi carichi correnti solamente per li sodetti stara 60 di sale e che in tal conformità si debbano dare li ordini opportuni tanto all'Officio del Ducato si come anche a quello dei Commissario Generale dello essercito per ciò che riguarda l'alloggiamento dei soldati e dipendenti.

Si rimettiamo però al prudentissimo giudizio di V. E. alla quale facciamo humilmente riverenza

Milano 23 aprile 1678
Di V. E. Humilissimi Servitori
Il Presidente e Maestri delle Regie Ducali Entrate ordinarie dello Stato di Milano
Hieronimus Carcanus Regius Coadiutor

1678 23 aprile Communità di Viggiù Pieve d'Arcisate per la sospensione di stara 30 di sale per altri 9 anni

1678 23 maggio S. E. si conforma col parere del Magistrato che darà tutti li ordini opportuni per l'adempimento di questa consulta

A. S. M. Censo p.a. 2234
(all'Archivio di Stato di Milano, fondo Censo, parte antica, cartella 2234)


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