Artisti: le Biografie




Elia Vincenzo Buzzi


BUZZI, Elia Vincenzo. - Figlio di Francesco e di Barbara Giudici,
nacque a Viggiù il 5 maggio 1708, in una famiglia di scultori, quadratori, "mercanti ed artefici di marmi" (Viggiù vantava fin dal sec. XVI una tradizione artistica e artigianale veramente particolare, essendo il luogo di origine di molti degli operai, scultori, quadratori, operanti presso la Fabbrica del duomo di Milano).

È presumibile che il Buzzi entrasse nella scuola di scultura del Camposanto, a Milano, presso la Fabbrica del duomo, poiché in un documento, senza data ma riferibile al 1728, egli stesso, parlando della sua attività, dice di aver avuto come maestri dapprima Carlo Beretta e in seguito Carlo Francesco Mellone.

Il suo ingresso nel numero degli scultori di Fabbrica avvenne nel giugno 1729, previo esame propostogli da A. Quadrio: il Buzzi presentò un bozzetto, Diana svegliata da Endimione (Museo del Duomo di Milano).

Elia Vincenzo Buzzi - Diana svegliata da Endimione
Museo del duomo di Milano - Foto di autore ignoto tratta da lombardiabeniculturali.it

All'inizio della sua attività, gli venne commissionato un gruppo di opere che ottenne grazie al successo riscosso con il bozzetto di prova, che gli valse anche il permesso di appoggiarsi per lavorare alla bottega del fratello Giuseppe Maria, quadratore, in Camposanto.
Si tratta di un Angelo posto sopra la guglietta(1) della cappella di Nostra Signora dell'Albero; di un altro Angelo che regge un ramo di gigli posto sopra la guglietta(2) della medesima cappella e pagato il 7 luglio 1735(3); di un busto rappresentante San Paolo eseguito nel 1731 per la chiesa del Canobiolo a Monza, ora collocato sul portale dell'ex monastero adiacente(4).

In seguito alla decisione (1732) della Congregazione di Cassina di destinare i fondi alle opere di struttura, piuttosto che a quelle di decorazione del duomo, anche le commissioni al Buzzi subirono un rallentamento.
Il 30 luglio 1735 gli venne assegnata una piccola statua rappresentante la Grazia, da porsi sopra la portina della scala di Santa Caterina (ora dispersa) e il 28 febbraio del 1738 "due delle statuine mancanti sopra i peduzzi della seconda nave verso S. Raffaele", forse identificabili, per le misure e per caratteri stilistici, con due delle Sibille che oggi ornano le guglie esterne della cappella di Nostra Signora dell'Albero.

Mentre il lavoro alla Fabbrica del duomo procedeva a rilento, troviamo il Buzzi impegnato alla Fabbrica di S. Maria alla Porta di Milano, assai attiva intorno al 1740; in essa lavoravano infatti maestranze viggiutesi: Antonio Giudici, impegnato alla costruzione dell'altare maggiore, Giuseppe Buzzi e fratelli, impegnati a fare "il novo solo e la balaustra di marmo" dell'attigua cappelletta di Nostra Signora (distrutta da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale).
Il Buzzi eseguì due modelli di Sibille (ora distrutti) e altri due modelli di soggetto non precisato, ma che potrebbero essere identificati con due statue di Profeti esistenti tuttora nel terzo altare di destra della chiesa.

Con la morte dello scultore Francesco Zarabatta, avvenuta nel 1741, il Buzzi ottenne finalmente una bottega tutta per sé e insieme l'incarico di ultimare opere già assegnate allo scultore defunto, tra le quali un bassorilievo rappresentante S. Michele, posto sopra una portina della seconda navata verso S. Raffaele(5).
Solo nel 1747(6) si ha notizia del pagamento di una statua importante, un S. Biagio, posta sul lato meridionale esterno del duomo, verso palazzo reale; quattro anni più tardi venne stimato un acquedotto in forma di serpente cavalcato da un puttino che gli tiene aperta la bocca.

Elia Vincenzo Buzzi - Profeta
La foto è tratta dalle schede dei Beni Culturali della Lombardia

Il 1º agosto 1753 il Buzzi venne nominato protostatuario del duomo con il compito di insegnare la scultura a quattro fanciulli(7).
Eseguì in questo periodo due Profeti, "uno con libro nelle mani, l'altro con cartello svolazzante", pagati nel 1755(8), e due Sibille, pagate nel 1756(9), posti sopra le porte del tiburio del duomo.

Elia Vincenzo Buzzi - Profeta
La foto è tratta dalle schede dei Beni Culturali della Lombardia

Mentre il lavoro si trascinava piuttosto fiaccamente alla Fabbrica del duomo, il Buzzi era impegnato alla realizzazione delle parti scultoree che decorano il tabernacolo dell'altare maggiore della chiesa di S. Vittore in Milano, nelle quali ci sembra di vedere ampio intervento della bottega(10), e nel 1755 insieme con i fratelli lavorava all'altare per la basilica di S. Giovanni Battista di Busto Arsizio su disegno di Biagio Bellotti(11).

Nell'anno 1756 il Buzzi lavorava al modello per la statua di S.Giovanni Buono da porsi nella cappella omonima nel duomo, con il quale vincerà il concorso indetto dalla Congregazione di Cassina e che negli anni successivi trasporrà in marmo(12).
Il movimento non è più dato, qui, dallo scomposto agitarsi delle membra, ma dalla luce, che posandosi su tutta la superficie e correndo su di essa in ogni direzione la rende vibrante e viva.
Seguì nel 1760 l'Angelo custode per la stessa cappella di S. Giovanni Buono(13).

Elia Vincenzo Buzzi - Altare di S. Giovanni Bono
Foto di Daniel Case 21 giugno 2016.
licenza GNU Free Documentation License

Nel 1763 ritroviamo il Buzzi operoso, insieme con tutta la famiglia, nella chiesa di S. Giuseppe in Milano: per quanto lo riguarda esegue la statua di S.Giuseppe con il Bambino in braccio, quattro Puttini per ornamento dell'ancona, teste di Cherubini da porre sopra i fianchi dell'altare(14).
Il 16 luglio 1765 il capitolo della Fabbrica del duomo decide di costruire la guglia grande su disegno dell'arch. F. Croce; al Buzzi vengono affidate sculture per la sua decorazione (poste in opera nel 1772): due peduzzi per reggere statue, due figure (la Religione e la Giustizia) e uno degli Angeli che fanno corona alla guglia.

La Vergine con il Bambino sull'altare della cappella della Madonna dell'Albero, nonostante rechi incisa sul basamento una iscrizione con la data 1768 e l'attribuzione al Buzzi, per motivi stilistici e per mancanza di documenti d'archivio, fa supporre che sia stata da lui eseguita, su modelli che sin dal 1662 il Bussola aveva preparato.

Chiesa Parrocchiale di Viggiù, Altare del Crocifisso
di Elia Vincenzo Buzzi i putti e il sudario.
Foto di Francesco Rizzi.

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Chiesa Parrocchiale di Viggiù, Altare del Crocifisso
particolare dei putti e del sudario di Elia Vincenzo Buzzi.
Foto di Francesco Rizzi.

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Chiesa Parrocchiale di Viggiù, Altare di S. Giuseppe
di Elia Vincenzo Buzzi i due angioletti.
Foto di Francesco Rizzi.

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Chiesa Parrocchiale di Viggiù, Altare di S. Giuseppe
particolare dei due angioletti di Elia Vincenzo Buzzi.
Foto di Francesco Rizzi.

Dal 1775, anno in cui il Buzzi, in data 18 settembre, rinuncia alla carica di protostatuario, non si ha più notizia di alcuna assegnazione di opere da parte della Fabbrica.

Secondo F. Bartoli(15), nel 1772 il Buzzi lavorava all'altare di S. Alessandro Sauli nel duomo di Pavia ma il carattere decorativo degli Angeli farebbe pensare a una datazione anteriore. Forse la salute malferma, forse le nuove tendenze che si venivano affermando nell'ambito della Fabbrica del duomo e più ampiamente in Lombardia, furono, in quegli anni, le cause della sua inattività.

Morì a Viggiù il 14 settembre 1780.

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BUZZI, Elia Vincenzo
Testo di di Gabriella Ferri Piccaluga - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 15 (1972)
https://www.treccani.it/enciclopedia/elia-vincenzo-buzzi_(Dizionario-Biografico)



Elia Vincenzo Buzzi -2-

Elia Vincenzo Buzzi (Viggiù, 1º marzo 1708 - Viggiù, 11 giugno 1780) è stato uno scultore italiano.

Suoi lavori in Italia

Viggiù: Chiesa parrocchiale: Altare del crocifisso e Altare di S. Antonio da Padova, Putti reggi sudario e Angioletti

Varese: Basilica di San Vittore, due angeli e figura del Cristo sull'altare Maggiore;

Altare Maggiore Basilica di S. Vittore - Varese
Altar maggiore di Bartolomeo Bolla, 1734-42
Due angeli e figura del Cristo di Elia Vincenzo Buzzi
Foto di Parsifall, 27 gennaio 2020.
rilasciata con licenza Creative Commons

Busto Arsizio (VA): Chiesa di San Giovanni Battista, Statue dell'altare maggiore;

Canzo (CO): Basilica di S. Stefano, statue della Vergine, di Sant'Antonio abate e di San Bernardo;

Milano: Duomo, Altare Madonna dell'albero Statue della vergine e due Angeli laterali (transetto di sinistra);
Altare di S. Giovanni Bono Statue di: S. Giovanni Bono, Diavolo e Angelo custode (transetto di destra);
Museo del Duomo: bozzetti;
Chiesa di San Giuseppe, Altare maggiore, statua di San Giuseppe;
Chiesa di S. Vittore al Corpo, due angeli dell'altare maggiore;
Palazzo Sormani, Statue sulla facciata interna;
Palazzo Litta, Fastigio della facciata (attr.);

Altare maggiore della chiesa di San Giuseppe a Milano
di Elia Vincenzo Buzzi la statua del Santo col Bambino.
Foto di Giovanni Dall'Orto, 14 febbraio 2008 tratta da commons.wikimedia.org - vedi nota (16).

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Altare maggiore della chiesa di San Giuseppe a Milano
Particolare della Statua del Santo col Bambino di Elia Vincenzo Buzzi.
Vedi nota (16).

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Monza, chiesa di Santa Maria al Carrobiolo porta di ingresso alla canonica
di Elia Vincenzo Buzzi.
Foto di Albertomos, 18 aprile 2009 tratta da commons.wikimedia.org - vedi nota (17).

Monza (MB): Santa Maria al Carrobiolo, Busto di S. Paolo ingresso del Collegio;

Morbegno (SO): Collegiata di San Giovanni Battista, due angeli oranti ai lati dell'altar maggiore;

Grosio (SO), Chiesa di S. Giuseppe, angeli dell'altare maggiore;

Pavia: Duomo, Cappella di S. Alessandro;

Suoi lavori in Svizzera

Lugano: Chiesa di S. Antonio abate, altare maggiore (con i fratelli);

Bellinzona: Chiesa collegiata dei Santi Pietro e Stefano, altare;

Someo: Chiesa dei Santi Placido ed Eusebio, Statue Altare maggiore.

Altare della Madonna dell'albero - Duomo di Milano, transetto di sinistra.
La Vergine col Bambino e i due angeli laterali sono di E. V. Buzzi.
Foto di ©Mauro Ranzani, Archivio Mauro Ranzani/Archivi Alinari.


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BUZZI, Elia Vincenzo
tratto da wikipedia, l'enciclopedia libera Wikipedia




Note

(1) Annali del duomo V, p. 154
(1) n. 531, CIX, secondo i grafici del Nebbia, che lo attribuisce a Puricelli, p. 290
(2) n. 529, CVII, ibid.)
(3) Annali, VI, p. 125)
(4) Bossaglia)
(5) Annali, VI, p. 137)
(6) ibid., p. 149)
(7) Annali, VI, p. 161)
(8) ibid., p. 167)
(9) ibid., p. 169)
(10) Piccaluga Ferri, pp. 216 e nota 25, 423)
(11) sull'argomento, vedi: G. Nicodemi, Il canonico Biagio Bellotti, s.l. 1914, p. 16)
(12) cfr. Annali, VI, pp. 169, 179)
(13) Annali, VI, p. 180)
(14) cfr. Cattaneo, Piccaluga Ferri)
(15) Notizia delle pitture... d'Italia, Venezia 1776, p. 157)
(16)
[Traduttore Google] L'altare maggiore (1764) della chiesa di San Giuseppe a Milano. La statua di San Giuseppe e Gesù Bambino è stata scolpita da Elia Vincenzo Buzzi (fiore??? 1738-72). Foto di Giovanni Dall'Orto, 14 febbraio 2008.

(17)
Monza, chiesa di Santa Maria al Carrobiolo: porta di ingresso alla canonica di stile barocchetto. Dettaglio
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