Artisti: le Biografie




Luigi Cocchi


Cocchi Luigi (Luigi Francesco) Viggiù 21/07/1815 - Milano 1884/1890 ?(1).
Era figlio di Pietro e di Ferrario Francesca.
Fu scultore(2).

Era allievo del cavalier professor Marchesi, ed ebbe diversi premi in Brera.
Fu lodato scultore e fece pel Duomo di Milano molte statue pregevoli.
Era nato a Viggiù e morì in Milano or sono pochi anni(3).

Espose a Parigi, Roma, Parma, Torino e Milano a Brera nel 1852.
Suoi lavori funerari sono in diverse città lombarde ed al Monumentale di Milano.
A Milano ornò la chiesa di sant'Eustorgio, altre sue opere sono:
- la primavera
- la ninfa sorpresa al fonte.

addolorata_e_s_giovanni

Luigi Cocchi: statue dell'Addolorata e di San Giovanni
Collocazione: Provincia di Varese - Ente sanitario proprietario: A.S.S.T. dei Sette Laghi
Foto di autore non citato tratta da
lombardiabeniculturali.it.

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crocifisso

Luigi Cocchi: statue dell'Addolorata e di San Giovanni
Collocazione: Provincia di Varese - Ente sanitario proprietario: A.S.S.T. dei Sette Laghi
Foto di autore non citato tratta da
lombardiabeniculturali.it.

Insieme al Brocca fece l'Ossario di Magenta.
Nel 1856, nella chiesa del soppresso ospedale di Varese, furono collocate le sue statue:
- la Vergine Addolorata
- San Giovanni.

Nella Chiesa di Santa Maria Maddalena di Monza quattro statue di
Santa Maria Maddalena,
Santa Teresa,
San Michele e
San Giuseppe.

Facciata Chiesa

Luigi Cocchi: Facciata Chiesa di Santa Maria Maddalena di Monza
Sue le quattro statue di santi Foto di autore non citato tratta da
wikimedia.org.

Dal 1860 al 1875 è statuario in Duomo(4).

Di Luigi Cocchi sono note anche due statue (in pietra di Viggiù) raffiguranti i santi Filippo Neri e Giacomo sulla facciata della (ex) chiesa della Trinità del soppresso orfanatrofio maschile di Brescia(5) anteriori al 1848.

Nel catalogo dell'Esposizione di Brera del 1866 è indicata in esposizione la scultura:
- "La ninfa Salmace, figura in marmo a due terzi dal vero".
In appendice allo stesso catalogo sono citate altre opere degli artisti presenti all'esposizione "in modo da dare un ragguaglio, più completo che si può... dell'operosità dei nostri artisti" .
Per luigi Cocchi si citano:
- "Monumento sepolcrale in marmo con figura in bassorilievo raffigurante la Mestizia posto nel Cimitero di Cernusco Lombardone."
- "Monumento in marmo con ritratto a bassorilievo, commesso dalla signora Emilia Gavazzi, da collocarsi in Canzo."
- "Altro monumento in pietra con ritratto a busto in marmo; per ordinazione della signora Cecilia Annoni di Mercallo."
- "Tre gruppi di putti in terracotta, dell'altezza di un metro, da porsi a decorazione esterna di una serra di fiori in S. Eufemia presso Brescia; commissione del sig. Ganassoni."

Nel catalogo dell'Esposizione di Brera del 1872 è indicata in esposizione la scultura:
- "Ninfa sorpresa al fonte; figura a dimensioni minori del vero."
In questo catalogo si presenta così l'artista:
Cocchi Luigi di Viggiù (dimorante in Milano, Corso san Celso, 14)

Luigi Cocchi è presente anche nel Catalogo del 1881 ma non viene precisato con quale opera.




Note

(1)
La data della morte non è nota ma nel testo del Pellegatta (nota 3 più in basso)
si dice "morì in Milano or sono pochi anni"
Siccome il volumetto del Pellegatta fu pubblicato nel 1894, è ipotizzabile che sia deceduto
tra i 5 e i 10 anni prima della pubblicazione.
(2)
da Artisti, Arte & Santi a Viggiù
di Cassani, Galli, Trapletti
Edito dalla Parrocchia S. Stefano di Viggiù nel 2005
Volume 14 della serie. Pag. 156

(3)
da Santino Pellegatta in "Tre giorni a Viggiù"
Guida Storica, Artistica e Descrittiva di Viggiù e suoi dintorni
con incisioni e vedute
del professore Santino Pellegatta
Milano - Tipografia Editrice Verri
Via San Simpliciano, 5 - 1894

(4)
Fernando Cova
Dizionario dei pittori, scultori architetti... bosini... ecc.
edito in proprio per gli amici
febbraio 2009
pag. 72

(5)
da un articolo dal titolo "Brescia: il giallo delle statue dell'ex chiesa della Trinità" pubblicato il 28 Aprile 2016 su 51news.it in cui si parla di "un’altra interessante scoperta archivistica di Giuseppe Merlo, dottore di ricerca in storia dell’arte e dipendente dell’Archivio di Stato di Brescia."
Il dott. Merlo nel suo intervento dà anche una lettura critica delle due statue:
"Luigi Cocchi è uno scultore poco noto, anche se ebbe importanti commissioni nella Milano di metà Ottocento.
Le due sculture si pongono nella sua attività quale momento di passaggio tra la sua formazione neoclassica, di cui mantengono la solenne ieraticità, e le nuove istanze romantiche da individuarsi nel ricercato gioco luministico-pittorico del panneggio e nella più 'caritatevole' espressione dei volti.
Per il suo lavoro Cocchi fu saldato con un compenso di lire 1350, comprensive del 'modello in gesso situato sulla scritta del refettorio': Il trasporto da Milano a Brescia implicò l’esborso di lire 162
"




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