Artisti: le Biografie




Luigi Buzzi Leone


Nacque a Viggiù il 20 novembre 1823.

Allievo del Fraccaroli e del Marchesi, compì i suoi studi a Brera, ove ottenne una medaglia d'oro al premio di scultura con il bassorilievo Il corpo di Cristo portato al sepolcro.

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Luigi Buzzi Leone in una foto d'epoca

Nel 1851, vinto il concorso per il Pensionato nazionale, si recò a Roma per il perfezionamento e ivi soggiornò tre anni, presentando come saggi d'obbligo finali i rilievi con La morte di Gaddo e Il conte Ugolino (oggi nella GAM - Galleria d'Arte moderna di Milano).
Opere queste che, come gli analoghi rilievi con Fuga in Egitto (eseguito per il dott. Puricelli-Guerra) e Francesca da Rimini (Milano, GAM), presentati all'Esposizione mondiale di Parigi del 1861, rivelano anche per la tematica aspirazioni romantico-puriste, tradotte in forme neorinascimentali; l'accuratissima esecuzione tecnica valse allo scultore il soprannome di "il preciso".

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Luigi Buzzi Leone: Il Cacciatore delle Alpi in una cartolina d'epoca
foto di autore ignoto tratta da www.flickr.com

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Luigi Buzzi Leone: Il Cacciatore delle Alpi in una cartolina d'epoca
foto di autore ignoto tratta da www.flickr.com

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Luigi Buzzi Leone: Il Cacciatore delle Alpi in una cartolina d'epoca
foto di autore ignoto tratta da www.flickr.com

Dal 1857, e per circa un ventennio, Luigi risulta attivo alla Fabbrica del Duomo: eseguì le statue marmoree dei santi
Vitale (1857),
Monica (1860),
Dionigi vescovo (1863) e
Naborre (1877).
Tra il 1864 e il 1866 scolpiva, in collaborazione con A. Sangiorgio, anche le grandi statue del Giorno e della Notte (solo quest'ultima da lui modellata) per il palazzo dell'amministrazione del Duomo in piazza Camposanto.

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Luigi Buzzi Leone: Gesso del Cacciatore delle Alpi
Museo degli artisti dell'800 in Viggiù
foto di F. Rizzi

Noto ed apprezzato nel suo ambiente (fu anche amico di V. Vela), Luigi ottenne il diploma di professore di disegno e la nomina a socio onorario dell'Accademia di Brera.
Negli ultimi anni della sua vita insegnò alla scuola d'arte di Varese, città ove lasciò anche numerose opere, tra le quali notevole il monumento bronzeo al Cacciatore delle Alpi (1867) in piazza del Podestà, di chiara impronta verista.

Morì a Viggiù nel marzo del 1909.

Di carattere austero e riservato, ma semplice e modesto, Luigi fu afflitto durante la sua lunga vita da molte angustie e avversità, che riuscì sempre a superare con l'appassionata dedizione al lavoro.

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Palazzo della Veneranda Fabbrica, Milano, Il Tempo, Luigi Buzzi Leone
foto di Frenky62 (Francesco Rizzi?) tratta da commons.wikimedia.org

Tra le altre sue opere più significative si ricordano le statue del duomo di Como e il monumento De Orchi nel cimitero di Como, quello Livini a Cittiglio, il busto di Garibaldi (1883), il monumento Sacco e altri sepolcri nel cimitero di Varese, i medaglioni in terracotta con le figure di David e Mosè sul prospetto della chiesa della Croce (disegnata dal padre) e la figura della Dolente nella tomba Marinoni nel cimitero a Viggiù.

Nel palazzo municipale di questa città è inoltre raccolta la gipsoteca dell'artista (Museo dell'800), con oltre quaranta opere, tra le quali sono i busti della madre e di altri familiari, medaglioni e bozzetti (es. l'Angelo della Resurrezione, eseguito in marmo per il dott. Puricelli-Guerra, il Cacciatore delle Alpi di Varese, il Putto a cavallo di un delfino, realizzato in marmo per la fontana dello stesso palazzo municipale di Viggiù).
Si ricorda infine un S.Giuseppe avvisato dall'angelo, eseguito per Renato Borromeo (esposto a Berlino nel 1865).


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BUZZI LEONE, Luigi
in fam BUZZI LEONE
di Francesco Negri Arnoldi - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 15 (1972)
https://www.treccani.it/enciclopedia/buzzi-leone_(Dizionario-Biografico)



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...Diversa, invece, la vicenda di Luigi Buzzi Leone, artista fino ai tempi più recenti molto trascurato dalla storiografia artistica, che per Varese realizzò la sua opera più nota: il Monumento al Cacciatore delle Alpi.

Egli nacque a Viggiù nel 1823, dove morì nel 1909, da una famiglia di artisti: il padre era Giacomo Buzzi Leone (1787-1858), scultore e architetto, che partecipò ai più importanti cantieri milanesi del primo Ottocento, dall'Arco della Pace al Teatro alla Scala, fino ad ottenere la direzione dei lavori in Duomo.

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Luigi Buzzi Leone: Facciata Madonna_della_Croce, Mosè
foto di Phyrexian tratta da commons.wikimedia.org

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Luigi Buzzi Leone: Facciata Madonna_della_Croce, Davide
foto di Phyrexian tratta da commons.wikimedia.org

Il fratello Giuseppe (1812-1843), invece, dopo gli studi a Brera si trasferì a Parigi, dove raggiunse grande fama come scultore animalista.

Luigi, che fu amico di Vincenzo Vela, ticinese della vicina Ligornetto, si formò a Milano con Pompeo Marchesi, frequentando anche lo studio di Innocenzo Fraccaroli, del quale realizzò nel 1851 un ritratto, attualmente conservato a Villa Belgiojoso Bonaparte, Museo dell'800 al quale lo donò nel 1905 il figlio del Fraccaroli.

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Luigi Buzzi Leone (??): San Naborre, museo del Duomo
foto di autore ignoto tratta da www.lombardiabeniculturali.it

A soli 24 anni scolpì il bassorilievo in gesso Gesù deposto nel sepolcro - le cui morbide intonazioni di matrice classica denunciano l'influenza dei maestri Marchesi e Fraccaroli - con il quale vinse il Concorso governativo per la scultura.
Terminò, quindi, la sua formazione studiando a Roma, tra il 1852 e il 1855, come già fecero i conterranei Marchesi e Argenti.

Nel 1853 "Buzzi Leone Luigi - allievo dell'Accademia pensionato a Roma per la scultura", presentava a Brera nella sala V Due academie [sic] disegnate dal vero e nella sala IV il suo "saggio dell'anno I", una Copia in iscagliola del Discobolo in atto di gettare il disco.

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Luigi Buzzi Leone: Francesca da Rimini
Museo degli artisti dell'800 in Viggiù
foto di F. Rizzi

Rientrato a Milano, iniziò la sua fertile collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo, realizzando numerose statue, dapprima quella di
San Vitale martire (1857),
poi la Santa Monica (1860) e il San Dionigi vescovo di Milano (1863)
nel corso della campagna decorativa che, tra il 1859 e il 1867, lo vede all'opera per la serie di sculture rappresentanti Santi regali e Santi artisti da collocarsi intorno ai finestroni del fianco meridionale della chiesa.
Quando poi, nel 1876-77, venne approntato il gruppo di ventuno opere destinate alle nicchie dei piloni interni, Buzzi Leone realizzò il San Felice, e non San Naborre, come spesso si è affermato, che invece fu eseguito in quello stesso anno dal compaesano Enrico Butti.
È infatti conservata nell'Archivio del Duomo una cartella, la n. 46, datata 3 maggio 1876 e intestata Architetto della Fabbrica del Duomo di Milano, il cui oggetto è "l'assegnazione delle nuove statue agli scultori".
Vi si trova stilato l'elenco completo degli artisti ai quali si era inizialmente pensato di rivolgersi per commissionare le opere scultoree da eseguirsi in quell'occasione: tra loro, appunto, Buzzi Leone e Butti cui venivano rispettivamente affidati un San Felice e un San Naborre.

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Luigi Buzzi Leone: Fuga in Egitto
Museo degli artisti dell'800 in Viggiù
foto di F. Rizzi

Sempre per il Duomo Buzzi Leone aveva realizzato, tra il 1864 e il 1867, una scultura per il nuovo orologio da collocarsi sul palazzo dell'Amministrazione, in quella che era la piazza di Campo Santo.
Si tratta di una possente figura maschile, che rappresenta il Giorno, scolpita con sobrio realismo e una marcata attenzione per i particolari anatomici che però non va a discapito di una vigorosa sintesi della figura.
La figura femminile della Notte fu commissionata ad Abbondio Sangiorgio.

Insegnante di disegno all'Accademia di Brera, Buzzi Leone rimase sempre molto legato alla sua terra, lasciandovi numerose sue opere.
A Viggiù rimangono il Putto a cavallo del delfino scolpito nel 1891, gesso attualmente al Museo degli artisti viggiutesi dell'800, "è riprodotto in marmo nella fontana che orna il bel cortile nel Palazzo Municipale di Viggiù", e due medaglioni in terracotta con i ritratti di Davide e Mosè, collocati nella parte superiore della facciata della chiesa della Madonna della Croce, progettata in stile bramantesco dal padre Giacomo.

Numerose anche le sepolture realizzate per il cimitero vecchio, tra le quali alcune già segnalate dalle fonti dell'epoca: nel 1869 scolpì un busto e dei bassorilievi per la cappella Marinoni e il monumento a Luca Bossi, e successivamente, nel 1874, il busto della Signora Lazzaroni.

Lo scultore fu attivo anche a Varese.
Il catalogo dell'Esposizione di Brera del 1876, nell'Appendice dedicata alla scultura, segnala che l'artista in città aveva realizzato - a spese di sottoscrittori privati - il monumento del Dottor Luigi Sacco, scolpito a bassorilievo, che originariamente era collocato nell'edificio delle scuole pubbliche di Varese.
Inoltre, Piatti segnala, ricavando l'informazione dai taccuini dell'artista, che Buzzi Leone eseguì in marmo nel 1883 il busto di Garibaldi per la stessa città, che attualmente è ai Civici Musei di Varese.

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Luigi Buzzi Leone: Busto di Garibaldi
foto di autore ignoto tratta da www.lombardiabeniculturali.it

Indubbiamente, però, il più significativo lavoro dello scultore a Varese è il Monumento al Cacciatore delle Alpi.
Dedicato ai Garibaldini che il 26 maggio 1859 combatterono contro gli Austriaci a Biumo Inferiore, il monumento fu inaugurato il 26 maggio 1867.
Esso è costituito da un basamento in granito, ornato su ogni lato da bassorilievi in bronzo, con il profilo di Garibaldi, lo stemma di Varese e i simboli della battaglia, e sovrastato da una scultura che rappresenta un garibaldino, in atteggiamento fiero e combattivo.
La precisione con cui lo scultore ne restituisce la figura, accurata in ogni minimo particolare, e la viva espressione del volto denunciano il progressivo avvicinamento del Buzzi Leone a modi caratterizzati da un certo realismo, pur nella solida compostezza della figura.
Originariamente realizzata in marmo, la scultura, che già dopo pochi anni dava i primi segni di deterioramento, venne tradotta in bronzo e collocata in piazza del Podestà il 26 maggio 1901.

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Testo di Cristina Casero - Università degli Studi di Parma
tratto da Storia dell'arte a Varese e nel suo territorio
Progetto diretto e coordinato da Maria Luisa Gatti Perer
Capitolo XXXIV
Viggiù terra di scultori.
Enrico Butti e altre personalità di rilievo nella seconda metà dell'Ottocento


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Santino Pellegatta: Biografia di Luigi Buzzi Leone
tratta da "tre giorni a Viggiù", pag. 83


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Santino Pellegatta
"Tre giorni a Viggiù"
Tipografia Editrice Verri Milano - 1894


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Molto interessanti, infine, le sei pagine che Antonio Piatti nel suo libro "Viggiù terra d'artisti" dedicò a Luigi Buzzi Leone che conobbe personalmente.

TaSa

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- Edit by TaSa 08-2021 -



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