Artisti: le Biografie




Giacomo Buzzi Leone


Di un Francesco, che nel 1813 riceveva la concessione di una bottega dalla direzione della Fabbrica del duomo di Milano(1), sarebbe forse figlio Giacomo, nato a Viggiù il 9 febbraio 1787.

Egli dimorò stabilmente a Milano, tranne gli anni dal 1819 al 1823 durante i quali fu in Egitto alla corte di Mehmet Alì e lavorò ad Alessandria e al Cairo, ove fondò l'Accademia di Belle Arti (vi si conserva un suo ritratto).

Tornato in patria, lo scultore, cui venne dato lo scherzoso soprannome di "maometto", collaborò con G. Franceschetti all'ornamentazione dell'Arco della Pace e più tardi curò la decorazione interna del teatro alla Scala.
Lavorò anche per la Fabbrica del duomo, di cui nel 1848 assunse la direzione(2), che tenne probabilmente fino alla morte, avvenuta a Milano nel 1858.

Tra le sue opere più importanti si ricordano anche l'altar maggiore del duomo di Novara e il disegno per la facciata della chiesa della Madonna della Croce a Viggiù, in stile bramantesco e ornata di due medaglioni in terracotta, opera del figlio Luigi, scultore.

Scultori furono, oltre Luigi, anche gli altri suoi figli, Francesco Maria (spesso confuso con l'omonimo che era probabilmente suo nonno), attivo alla Fabbrica del duomo di Milano nel 1862 e
Giuseppe, che nacque nel 1811, studiò a Milano all'Accademia di Brera e si trasferì ancor giovane a Parigi, ove si specializzò nella rappresentazione realistica di animali, che studiava dal vero al Jardin des plantes.
In tale genere riscosse notevole successo ed espose anche al Salon. Morì a Milano il 29 gennaio 1842.


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BUZZI LEONE, Giacomo
in "fam BUZZI Leone" testo di Francesco Negri Arnoldi - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 15 (1972)
tratto da https://www.treccani.it/enciclopedia/buzzi-leone_(Dizionario-Biografico)



Giacomo Buzzi Leone -2-


Giacomo Buzzi Leone (Viggiù, 19 febbraio 1787 – Viggiù, 16 settembre 1858) è stato un architetto italiano.

Giacomo Buzzi Leone nasce il 19 febbraio 1787 a Viggiù in provincia di Varese, ed è forse figlio di un certo Francesco che nel 1813 riceve la concessione di una bottega dalla direzione della Fabbrica del Duomo di Milano.
Egli sposa Teresa Giudici di Saltrio, dalla quale ha nove figli: Luigia, Giuseppe, Francesco Maria, Marianna, Giovanni Antonio, Luigi, Geremia, Mariano, Giovanna.
Tre di questi (Luigi, Francesco Maria e Giuseppe) seguiranno le orme del padre diventando a loro volta apprezzati artisti.

Lavora principalmente a Milano, nel periodo della Restaurazione, ma la sua attività è documentata anche a Casale Monferrato, Novara, Vercelli, Lodi e in Egitto.
I biografi riferiscono che nel 1819 viene invitato dalla Zecca di Stato a soggiornare in Egitto, ove rimane per tre anni eseguendo monumenti per il kedivè(3), impegnandosi nella fondazione di un'Accademia, e studiando l'architettura locale assieme al collega Segato(4). Si racconta che a partire da quell'esperienza i compaesani lo avrebbero sempre chiamato "il Maometto".

Nel capoluogo lombardo Giacomo esegue lavori di ornato per le chiese del Carmine e di San Fedele, cura le decorazioni dei teatri piermariniani della Scala e della Cannobiana, ma soprattutto partecipa all'allestimento dei fasti architettonici approntati in occasione dell'incoronazione dell'imperatore austriaco Ferdinando I, e assume, dal 1848 fino alla morte, la carica di protostatuario(5) del Duomo, per il quale non solo acquisisce la direzione dei lavori, ma disegna gli ornamenti e la grande guglia della scala che conduce alla cupola ottagonale del tiburio.

Risulta attivo anche nel cantiere dell'Arco della Pace.
A Novara esegue l'altare maggiore del Duomo.

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Giacomo Buzzi Leone: facciata Madonna della Croce
foto di Phyrexian (13/01/2021) tratta da commons.wikimedia.org

A Viggiù progetta la facciata della Chiesa della Croce, in stile bramantesco.

La piccola chiesetta dedicata alla Beata Vergine dell'Assunta, di cui è documentata l'esistenza fin dal XV secolo, è infatti oggetto nella prima metà del XIX secolo di una radicale ristrutturazione che comporta l'acquisizione di alcuni locali contigui, l'erezione del campanile, il rifacimento della facciata e la decorazione degli interni.
Concorrendo a tutte le operazioni una nutrita schiera di artisti locali, tra i quali anche Luigi Buzzi Leone, che realizzerà due teste in terracotta per la facciata, il luogo di culto si presenta come "il sacrario delle memorie del paese"(6).
Anche ciascuno degli ornati e delle sculture applicati al sobrio impianto della facciata quadrangolare di Giacomo Buzzi Leone, incorniciata da due lesene giganti a capitello corinzio e sormontata da un attico triangolare, porta la firma di un diverso scultore viggiutese(7).

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Artisti che lavorarono alla facciata della Madonna della Croce
tratta da "La Chiesa della Madonna della Croce"
volumetto senza autore del 1997 attribuibile a Gianpiero Gattoni (è il testo a cui fa riferimento la nota 7)


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Giacomo Buzzi Leone.
testo di autore non citato tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera



Giacomo Buzzi Leone -3-


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Giacomo Buzzi Leone.
pag. 67 del libro di Santino Pellegatta in "Tre giorni a Viggiù"
Guida Storica, Artistica e Descrittiva di Viggiù e suoi dintorni
con incisioni e vedute
del professore Santino Pellegatta
Milano - Tipografia Editrice Verri
Via San Simpliciano, 5 - 1894



Note

(1) Annali..., VI, p. 291
(2) Annali..., VI, p. 370

(3)
kedivè, è un sostantivo di origine persiana, traslitterato khidiw o khadiw ("signore, principe, sovrano"), tradotto spesso come "viceré".

(4)
G. Buzzi Leone, Biografia di Giacomo Buzzi Leone, ms., s.l., s.d., copia presso la Biblioteca Civica di Viggiù. Si accenna forse a Girolamo Segato (1792-1836), incisore in rame.

(5)
protostatuàrio s. m. [comp. di proto- e statuario], ant. – Chi dirige un gruppo di scultori che lavorano assieme a un'opera.

(6)
L. Zanzi, Il mio paese, I, Gli artisti, Varese, Macchi e Brusa, 1879, p. 17.

(7)
Chiesa della Madonna della Croce di Viggiù, s.l. 1997, pp. 6-24.




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