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Viggiù in Rete
Gli Artisti: Antonio Piatti
(1875-1962)


Antonio Piatti. Panorama di Viggiù 1922
Panorama di Viggiù, 1922

Sono nato a Viggiù, in provincia di Como; e, se questo può interessare qualcuno, esattamente il 12 giugno 1875. Ragazzo ancora, venni a Milano e cominciai a frequentare le scuole: giungendo

cosi, a traverso studi piuttosto irregolari, ad iscrivermi all'Accademia di Belle Arti. All'Accademia ebbi ottimi maestri; ma quelli del quali soprattutto trassi ispirazione e norma di ogni mia produzione artistica furono due: mio Padre e il Vero. Guardare attentamente ogni cosa bella che c'è dintorno a me, riviverla nel mio pensiero, Poggiarla nello splendore della sua verità di forma e di colore, cercando di avvivarla e di farla palpitare col soffio della mia anima e della mia arte: ecco tutto il mio semplice credo, ecco tutta la mia semplice fede di pittore e di artista.

Se non raggiungere la verità assoluta - sogno troppo bello e troppo arduo! - cerco, come le modeste forze me lo permettono, di avvicinarmi, con ogni sforzo, con ogni ardore, a quella che a me appare la verità vestita di bellezza. distinto e il sentimento sono la prima guida; e l'esperienza e l'arte m'insegnano poi a comporre in un'armonica struttura di linee e di piani, in una vibrante gamma di colori e di tinte, quella che alla mia sensibilità artistica è apparsa la essenza e la forma della verità. Mi sforzo e credo di dipingere, come deve sentire e cantare il poeta: sentire profondamente, intimamente il linguaggio della natura e delle cose, " ed a quel modo che detta dentro " andare significando. Insomma: essere sincero, riflettere limpida, serena e ardente la visione sorrisa alla mia fantasia e al mio cuore.

E cosi lavoro e creo con gioia; segreto per creare bene. E di tutte le scuole avveniriste, che nascono e muoiono in un giorno, delle grottesche pedanterie, delle sofistiche e asfissianti discussioni di scuola e di metodo, di tutti gli sforzi di piccoli spiriti per ridurre la natura e l'arte, che sono grandi, piccole e sciocche come loro, me ne rido e me ne infischio; e continuerò a ridermi e ad infischiarmi quant'è lunga la vita. Vi sono genii eterni della stirpe, maestri sublimi dell'arte a cui guardo con trepida reverenza; e si chiamano Fidia, Michelangelo e Velasquez, Bramante e Leonardo da Vinci, Tiziano e Rembrandt. La sorgente e la luce vengono di là: bisogna accostarsi con cuore umile a quella sorgente, e inebriarsi con spirito avido di quella luce. Ed ecco quello che cerco modestamente di fare; e credo d'aver detto cosi quanto riguarda la mia arte, che è istinto e passione disdegno di quanto è convenzionale e scolastico, e lungo, assillante, disperato amore per Il più grande maestro che non muta mai: il vero.

da "Artisti viventi - Antonio Piatti",
Edizioni d'Arte E. Cenanza - Torino.

Altre opere nel sito:
  1. Arte e Poesia (1922)
  2. La Cicala (1916)
  3. Ritratto (1919)
  4. Confidenze (1924)



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