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Viggiù in Rete NEWS ! |
della
Società Operaia di Mutuo Soccorso
(parte
terza)
L' esposizione, realizzata in
collaborazione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Viggiù, curata da
Luisa Somaini, conservatore del Museo Butti e da Barbara Buzio, si inserisce in
una ricerca più ampia sulla Biblioteca, la Raccolta e
l'Archivio della Scuola d'Arte Industriale. Ricerca che prevede lo studio
e la catalogazione dei materiali.
Si tratta del terzo appuntamento di un ciclo di
mostre avviate in seguito all'affidamento in deposito al Museo Butti di Viggiù,
del fondo grafico e calcografico della Scuola da parte dell' allora
Presidente della S.O.M.S. Vittorio Polenghi, al quale è dedicata la presente
rassegna.
NOTIZIE STORICHE
GENERALI
La Scuola d' Arte Industriale di Viggiù viene fondata nel
1872
e attivata dall' anno seguente
con l' obiettivo di affinare il mestiere degli scalpellini e di elevarne
il livello culturale.
E' la prima istituzione del genere
varata nel circondario di Varese
, a sostegno dell'
attività principale del luogo, legato allo sfruttamento delle cave di
marmo, arenarie e graniti di Arzo, Saltrio, Viggiù, Brenno Useria e
Cuasso.
Riservata
ai giovani operai tra i dodici e i sedici anni, eccezionalmente fino ai
diciotto, tale Scuola è soprattutto mirata all' apprendimento dei
principi del disegno e viene quindi a completare ed integrare la preparazione
pratica di mestiere, svolta dagli allievi come apprendisti nelle botteghe della
lavorazione della pietra. Nel 1895 raggiunge il
massimo della frequenza con 189 allievi. Nel 1903
si verifica un calo di iscrizioni,
dovuto all' apertura di altre scuole nei paesi del
circondario.
Nel periodo esaminato in questa mostra, gli anni Venti e Trenta
, grazie anche ad una diversificazione
della didattica, si nota una nuova ondata di iscrizioni: 184 allievi
nel 1920-21 (con 77 squadratori, 60 ornatisti, 20 statuari, 8 fabbri ferrai,
7 muratori, 2 falegnami, 5 studenti, 2 meccanici e 3 vari). Questo elenco
evidenzia comunque la netta prevalenza degli allievi marmisti. Negli anni Trenta
si verifica un nuovo calo di iscrizioni: nell' anno scolastico 1935-36 si
contano soltanto 43 allievi e 38 licenziati.
Il percorso di questa terza mostra
dedicata alla Scuola d. Arte Industriale di Viggiù, mette in evidenza
l'evoluzione della didattica non più rivolta esclusivamente alla formazione di
marmisti, ma aperta a mestieri diversi, su sollecitazione del Ministero, con
ampia diversificazione degli insegnamenti impartiti. La pratica del disegno è
comunque ritenuta fondamentale per tutte le attività artigiane.
La Scuola in questi anni si
arricchisce di modelli didattici e di attrezzature adeguate ai diversi mestieri,
vanta un Museo ed una Biblioteca circolante di cultura storica e speciale e si
vale di laboratori locali di pratica per la lavorazione del marmo e delle pietre
presso gli artigiani del paese.
Affiancano il docente titolare Giuseppe
Ongaro
,
artigiani e scultori, che svolgono mansioni di assistenza tecnica e insegnanti di cultura generale.
Questa
breve guida vuole avere solo il compito di accompagnare il visitatore lungo il
percorso della mostra, rilevandone gli aspetti significativi.
testo fornito dalla biblioteca comunale
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