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Viggiù in Rete
MOSTRE

Museo Civico Enrico Butti

"La Vittoria" di Enrico Butti. Presentazione di un restauro.
Viggiù: Ricordi in bianco e nero. Luoghi e protagonisti.

La mostra, curata da Luisa Somaini e Francesco Rizzi, è stata realizzata in collaborazione con l'Associazione Amici dei Musei Viggiutesi che ha offerto il restauro del bozzetto di Enrico Butti, eseguito da Maria Luisa Lucini con la direzione scientifica di Andrea Spiriti, Ispettore della Soprintendenza al Beni Artistici e Storici di Milano.
Si ringraziano i collezionisti che hanno prestato opere e documenti per l'esposizione.

La mostra rimarrà aperta sino al 2 luglio 2000 con il seguente orario:
da Martedì a Sabato 14-18
Domenica 15-18
chiuso Lunedì


Museo Civico Enrico Butti
Viale Varese 2
21059 Viggiù (VA)
Tel. 0332.48 65 10 Fax 0332.48 88 61
e-mail:coviggiu@working.it



In occasione della presentazione del restauro dei bozzetto in gesso, La Vittoria, eseguito dallo scultore Enrico Butti (1847-1932), come studio di un dettaglio del Monumento ai Caduti di Varese del 1920-23, il museo a lui intitolato ospita una mostra che ripercorre le tappe salienti della progettazione di quest'opera.

Il restauro dei modello del Butti, eseguito da Maria Luisa Lucini con la direzione scientifica di Andrea Spiriti, Ispettore della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Milano, è stato offerto dall'Associazione Amici dei Musei Viggiutesi.

L'esposizione, curata da Luisa Somaini e Francesco Rizzi, è completata da una raccolta di cartoline d'epoca (integrata da alcune riproduzioni fotografiche), che permette di vedere i luoghi del paese natale dell'artista e del paesaggio circostante.
Viggiù terra d'artisti, era infatti anche una rinomata zona di villeggiatura. Ciò spiega l'edizione di numerosissime cartoline postali, a partire dai primi anni del secolo, che rappresentano i luoghi più suggestivi del paesaggio, il Monte Orsa e il Monte Sant'Elia, il Lago di Lugano, le ville, gli alberghi, le piazze, le chiese e i monumenti.

Il percorso espositivo prende significativamente avvio da una preziosa carta geografica a rilievo del territorio, datata al primi anni del '900 e proveniente dal 'Roccolo Gasparotto' di Cantello, e da un dipinto del Butti, Dal Sant'Elia di Viggiù, del 1930-31.
Nella prima sala le bacheche sono organizzate tematicamente, con riferimento anche alle feste, al lavoro nelle cave, al corpo dei pompieri, alla tramvia Viggiù-Piamo, alle botteghe alla Società Operaia di Mutuo Soccorso e alla sua Scuola d'arte industriale.
Tra le curiosità, da segnalare una cartolina di benvenuto, disegnata dallo scultore Nando Conti.
Molte cartoline postali, provenienti per la maggior parte da collezioni private locali, sono tratte da immagini scattate dal fotografo Cervi di Viggiù. Qui sono esposte anche azioni della Tramvia di Viggiù e della Cooperativa di consumo locale.

Il ritratto di Enrico Butti, dipinto da Antonio Piatti nel 1925, introduce alla visita della seconda sala.
Qui sono esposte altre tele dello scultore, legate all'ambiente familiare: l'Autoritratto del 1930, il Ritratto di Teresa Butti, la moglie, e Insonnia, che rappresenta la compagna degli ultimi anni, Virginia Sevesi, alla finestra dell'abitazione, oggi adibita a spazio espositivo, che incornicia la sottostante Cascina del Vidisello.
Cartoline postali e fotografie d'epoca, completano il quadro. Tra queste, da notare quelle messe a disposizione dalla famiglia dello scultore, che riproducono la sala dei dipinti e il primo allestimento della gipsoteca, aperta al pubblico nel 1932, la casa del figlio Cesare, la Visita del futuro Re d'Italia.
Sono esposte anche immagini delle case d'artista, come quelle del Butti e di Antonio Piatti, e delle case di facoltosi villeggianti. Ma anche di fattorie, come la Cascina Frigerio che compare anche in un dipinto del Piatti del 1946.

In questa sala, sculture, documenti e fotografie riportano all'attività dello scultore Butti, impegnato nella progettazione dei Monumenti ai Caduti di Viggiù e di Varese.

Posa del Monumento ai Caduti di Varese
(originale in gesso da cui verrà effettuata la fusione)


Dal bozzetto in gesso per un dettaglio del monumento di Viggiù, eseguito nel 1919, si passa alle cartoline di quello di Varese, riprodotto nella collocazione originaria in piazza XX settembre.
Una fotografia originale, scattata da Alfredo Morbelli proveniente dall'Archivio del Castello di Masnago (Varese) e altre pubblicate nella monografia a lui dedicata da Luisa Negri (Lativa, 1993), raccontano del trasporto e della collocazione della grande fusione in bronzo.
Alle pareti, alcuni documenti e fotografie ripercorrono la storia di quest'opera, a cominciare dalla costituzione del comitato, della delibera comunale e delle spese per la sua realizzazione, e fino al suo spostamento nel 1939 in piazza della Repubblica.

L'Autoritratto del Butti in gesso bronzato apre idealmente alla visita dell'ultima sala, interamente dedicata ai modelli del Monumento ai Caduti di Varese del 1920-23: un bozzetto d'insieme e dei dettagli del Milite e della Vittoria, realizzati in scala diversa.
E' qui esposta anche una versione in bronzo del Milite prestata dalla Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Varese.
Il modello in gesso della Vittoria è in parte colorato, con riferimento alla base del Monumento in porfido di Cuasso.
Il restauro è documentato da alcune fotografie e da una relazione scritta.


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