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Viggiù in Rete
ARTISTI VIGGIUTESI:
ENRICO BUTTI

Monumento ad "Alberto da Giussano"
("Il Guerriero di Legnano")

Opera n° 12 del catalogo del 1991
(a cura della classe IV [96/97] della Scuola Elem. di Viggiù)


 Anno di realizzazione: 1897 (con quest' opera vinse per la seconda volta il Premio Principe Umberto)

Soggetto:
Rappresenta un guerriero medievale coperto da una "cotta" di ferro a maniche lunghe. Al braccio sinistro è lo scudo mentre la destra, levata in alto, regge la spada.
Il guerriero ha il capo coperto da un elmo ed ai piedi ha delle calzature metalliche con lunghi speroni.
Il piede destro è appoggiato ad una roccia e la gamba, quindi, è leggermente piegata.

Annotazioni:
L'opera, in gesso, costituisce la figura principale del monumento di Legnano. Essa non è l'unica su questo soggetto presente nella gipsoteca, le altre sono più piccole e costituiscono degli "studi" per questa figura finale.

Misure:
6 metri e 15 (H) x 2,30 m (L)x 2,40 m (P)

Il monumento di Legnano prevedeva un'enorme torre ed a lato la rappresentazione del campo di battaglia su cui avrebbe spiccato la figura dell' eroe, ma i finanziamenti vennero a mancare e così si eresse solo un piedistallo istoriato e sulla cima fu posto il bronzo di questo guerriero

Stile
Quest'opera del Butti fu lodata da tutti perché "bella di così solenne grandezza e palpitante di vita..." ben rappresentava il concetto dell' eroe che si aveva a quell'epoca. La figura dell'eroe esprime forza, fermezza ma anche la serenità di chi ha compiuto il proprio dovere nel miglior modo possibile.
A differenza di altre sue opere rappresentanti la realtà (ad es. il "Minatore", "l'aratura" ecc.) che prendono spunto dal mondo del lavoro così concreto e faticoso, qui ed in altre opere di genere monumentale-celebrativo, il Butti cerca di coinvolgere lo "spettatore", poiché di spettacolo si tratta, suscitandone l'ammirazione non solo verso l'opera ma verso le idee che esso rappresenta.

Tecnica
Butti fu un abile "plastificatore", rappresentante della scultura "per aggiungere". Il prototipo della statua veniva da lui realizzato in creta, lavorandola con le mani e tenendola fissata ad uno scheletro di ferro. Dal modello in creta faceva un calco in gesso. Solo in un'ultima fase dall'originale in gesso si ricavavano le copie in in bronzo. (M.S.)

Cenni Storici su Alberto da Giussano
Federico I di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico (di cui i territori italiani facevano parte), viene chiamato in Italia (1152) dai cittadini di Lodi che lamentano prepotenze da parte di Milano.
L'Imperatore scende in Italia per garantire i diritti della fedele Lodi e per ristabilire il potere imperiale su alcuni Comuni ribelli (1158).
Nella guerra che ne segue Crema (1160) e Milano vengono distrutte (1162).
Riedificata negli anni seguenti Milano costituisce con altre città lombarde la "Societas Lombardie" (Lega Lombarda): era l' 1-12-1167. Nel 1176 si svolge la famosa "battaglia di Legnano" in cui la "Societas Lombardie" vince sull'esercito imperiale.
Eroe di questa battaglia sarebbe, appunto, Alberto da Giussano rappresentato nel monumento del Butti.
Di questo personaggio si dice ch'era il capo dalla "Compagnia della Morte" un gruppo di 900 guerrieri scelti che avevano giurato di vincere o di morire sul campo.
Nel 1300, grazie alle "cronache" di Galvano Fiamma si diffonde il mito dell'eroico Alberto.
Nei secoli seguenti numerosi poeti e scrittori lo hanno ingigantito tanto da farlo diventare un simbolo di libertà e di riscossa contro i dominatori stranieri... Peccato che in nessun resoconto della battaglia (e ce ne furono molti) fatto da contemporanei milanesi, tedeschi o di altre città, si parli della Compagnia della Morte o di Alberto da Giussano.
"In verità, pare proprio che queste siano tutte frottole e invenzioni del Fiamma, uno dei cronisti meno affidabili che abbiano mai preso la penna in mano" (A. Barbero, storico)

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