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marco vegetti mountaineer & journalist | L'articolo è tratto da: http://digilander.iol.it/mountaineer/ Le foto sono dell'autore |
Fintanto che le nevi si fanno aspettare ma le belle giornate si susseguono, continuiamo a girovagare tra le piccole montagne che costellano il confine tra Italia e Svizzera, spostandoci questa volta nella provincia di Varese sulle pendici del Monte Orsa (984 metri), posto a cavallo tra il lago varesino e quello di Lugano, a pochi chilometri dal confine di Porto Ceresio...
Per questa sua collocazione strategica il monte fu
fortificato nell'ambito della famosa "Linea Cadorna", l'infrastruttura difensiva
voluta dall'omonimo generale che presumeva un'eventuale invasione tedesca e
austriaca proveniente dalla Svizzera; la storia della cosiddetta Grande Guerra
andò diversamente e la linea del fronte e dei combattimenti non interessò mai
questa porzione dell'Italia settentrionale.
Ma le imponenti opere,
all'avanguardia per i tempi e costruite in grande stile, sono rimaste intatte
nel corso dei decenni: il Monte Orsa ha così conservato, grazie anche ad
un'opera recente di ristrutturazione, il suo formidabile apparato difensivo,
costituito da gallerie, trincee, camminamenti, postazioni fortificate per
artiglierie e mitragliere.
La bassa quota ne permette la visita durante tutto
l'anno, con l'esclusione dei giorni più caldi dell'estate, anche se nelle
gallerie ben conservate si possono trovare oasi di frescura...
Raggiunta Varese si seguono le indicazioni per
Induno Olona prima e per Viggiù poi.
Dal paese, reso famoso per una vecchia
canzone sui suoi pompieri, si seguono le indicazioni per Sant'Elia,
attraversando stretti vicoli ed imboccando una strada, ancora asfaltata, che
prosegue in salita.
Quando la rotabile diventa sterrata, in prossimità di un
tornante, il cartello giallo indicante la salita al Monte Orsa si presenta
evidente di fronte a voi; volendo si può lasciare qui l'auto, altrimenti si
continua a seguire la strada in salita che, dopo breve, ritorna asfaltata per
raggiungere una grande antenna che svetta proprio sulla cima del nostro monte
(in auto dieci minuti; salendo a piedi dal cartello contarne circa
40).
Da qui si può cominciare la visita alle
fortificazioni del Monte Orsa.
Appena a destra della strada, chiusa da una
grata in ferro, la porta che dà accesso al complesso sotterraneo di postazioni
per l'artiglieria le cui bocche da fuoco erano posizionate verso la sottostante
Svizzera: interessante notare i binari metallici che servivano a fare ruotare i
cannoni a seconda dell'angolo di tiro.
Il tutto è ben conservato e visitabile
senza problemi, naturalmente con delle pile potenti per fare abbastanza luce
nelle gallerie.
Tornati sui nostri passi, scendendo leggermente lungo la
strada asfaltata, saliamo ora su uno sterrato che conduce al secondo complesso
delle fortificazioni: subito dopo il portone d'accesso noteremo un ingegnoso
sistema d'aerazione che permetteva di fare filtrare aria e luce ma non gli
eventuali colpi del nemico essendo scavato obliquamente...
Ecco, dopo un
lungo corridoio, le postazioni dei cannoni ed in fondo, al termine di due altri
più piccoli corridoi, le stanze che alloggiavano le mitragliatrici: ancora oggi
si possono vedere i battenti metallici che ne chiudevano le aperture, tutte
indirizzate verso Porto Ceresio e il lago di Lugano.
Seguendo il corridoio
principale ci troveremo dunque all'esterno: subito alla vostra sinistra un
sentiero tra massi e vegetazione bassa, comunque ben visibile e tracciato, porta
alla cresta che si snoda tra il Monte Orsa e il vicino Monte Pravello (1020 m.)
e che percorreremo per intero, alla scoperta di un impressionante reticolo di
trincee, camminamenti, postazioni scavate nella roccia, locali sotterranei (foto
sotto).
E' necessario
sottolineare l'intelligenza di chi progettò e costruì la linea fortificata: essa
segue perfettamente, usandone dove possibile i contrafforti naturali, la
calcarea cresta che si affaccia a strapiombo sulla sottostante valle; l'uso
della pietra della zona, un pallido calcare, è
stato poi decisivo per mimetizzare perfettamente anche le opere murarie che,
viste dal versante svizzero, sono praticamente indistinguibili dagli speroni
rocciosi naturali.
La salita è piacevole e mai faticosa, essendo il relativo
dislivello ben dosato sulla lunghezza dell'intera cresta.
Il camminamento
scavato in cresta ha il compito di raccordare tra loro tutte le numerose
postazioni (sia di vedetta che di combattimento) presenti: dove le protezioni
naturali non bastarono a proteggere il movimento degli uomini, vennero innalzati
muretti in cemento dotati di feritoie o, come in alcuni tratti, piccole gallerie
di passaggio.
Il complesso è rimasto in ottime condizioni ed
è affascinante scoprire, dietro ogni curva, lo snodarsi della trincea che, nella
sua parte mediana, è stata in parte ristrutturata in maniera veramente
eccellente: una parte è scavata nel sottobosco in modo che i soldati potessero
transitare senza pericolo alcuno, mentre un'altra, più alta, è dotata di
feritoie per le vedette sempre ben protette dai muri in cemento.
In alcuni
slarghi del camminamento, i nostri militari scavarono delle caverne (alcune sono
in parte naturali, visto che la zona presenta una grande quantità di grotte di
tipo carsico) adibite sia a depositi di munizioni sia a ricoveri veri e propri
per gli uomini.
Dopo poco più di un'ora, eccoci sbucare sulla cima del monte
Pravello, contraddistinta da una garitta, oggi abbandonata, che sorgeva proprio
sul confine italo-svizzero; così come abbandonate sono le grandi reti che
delimitavano la frontiera fra i due stati.
Per tornare verso valle non
ripercorreremo la cresta ma l'ampia mulattiera che scende tranquilla a ridosso
delle postazioni appena visitate, mirando alla grande antenna che, come detto,
svetta sul Monte Orsa.

E' interessante notare che dalla mulattiera,
quasi in maniera naturale, evidenti spaccature delle rocce portano alle
postazioni in cresta che potevano essere così rifornite o nel caso evacuate
senza che il presunto nemico ne potesse avere notizia alcuna...
Ugualmente
interessante è il fatto che, viste in pianta su una carta militare, le
installazioni di Monte Orsa/Monte Pravello disegnino un triangolo acuto, con il
vertice rivolto verso la sottostante Svizzera ad indicare un evidente scopo di
"cuneo difensivo" contro l'eventuale attacco nemico...

Come detto, il complesso fortificato tra il 1916 e
il 1919 non venne utilizzato durante la Prima Guerra Mondiale; nella Seconda
venne invece "occupato" da truppe tedesche, dopo avere sfollato i paesi italiani
della valle, per controllare la zona di confine.
Più recentemente, qualcuno
utilizzò al meglio camminamenti, trincee, bunker sotterranei: furono i
contrabbandieri di caffè e sigarette, i famosi "spalloni", che usarono il
complesso fortificato come nascondiglio della merce nella loro lotta quotidiana
contro i finanzieri italiani e svizzeri...
La località:
Viggiù (482 m.), si raggiunge da Varese in qualche decina di minuti,
seguendo le indicazioni per Induno Olona/Porto Ceresio.
I numeri utili:
Azienda di promozione turistica di Varese, tel.
0332.284624.
Informazioni turistiche a Viggiù, tel.
0332.486510.
Bollettino meteorologico per la Lombardia, tel.
0332.235491
Anche se i resti militari e le gallerie in questa zona si
trovano in ottime condizioni meglio seguire alcune precauzioni:
- camminare con cautela fra le rovine all'aria
aperta, dove spesso si celano buchi e gradini nascosti dalla vegetazione
-
non arrampicarsi sui manufatti e le balaustre esposte che potrebbe essere
instabili
- non entrare nelle gallerie da soli e non avventurarsi in
esplorazioni improvvisate
- camminare lentamente nelle gallerie prestando
attenzione non solo all'altezza del soffitto che potrebbe cambiare
improvvisamente, ma anche alle infiltrazioni di acqua che potrebbero rendere il
pavimento scivoloso
- portare sempre una pila funzionante per persona
-
indossare indumenti adatti alla temperatura più bassa e all'umidità presente
all'interno di caverne e gallerie
- non danneggiare né asportare gli infissi
storici e non lasciare i vostri rifiuti
Le carte:
Carta Kompass n. 90 "Lago Maggiore, Lago di Varese",
1:50000.
Carta IGC foglio 12 "Laghi Maggiore, d'Orta e di Varese",
1:50.000
Le guide:
R. Corbella, "Le fortificazioni della Linea Cadorna tra Lago
Maggiore e Ceresio", Macchione editore, 1998, £.20.000
Una curiosità:
La Linea Cadorna ha degli estimatori con un sito Internet a questo
indirizzo:
http:///www.ntsc.com/lc/
oppure
Comunità Giovanile - coordinamento e
organizzazione Linea Cadorna
Vicolo Carpi, 5 - 21052 Busto Arsizio
(VA)
tel. 0331/623727 fax. 0331/326952