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Viggiù in Rete
ARTISTI VIGGIUTESI
I Longhi
Una famiglia di architetti

Martino Longhi, Onorio e Martino Longhi il giovane sono stati protagonisti (insieme ai più noti Maderno, Della Porta e Pietro da Cortona, nonché ovviamente a Bernini e Borromini) della grande stagione architettonica di Roma, tra il '500 e Il '600.

Nella storia dell'arte è un caso assai singolare che tre generazioni della stessa famiglia siano protagoniste dei fatti artistici riempiendo un secolo delle proprie opere.

Il capostipite Martino Longhi il vecchio nato a Viggiù nel 1534 e partito come scalpellino alla volta di Roma, come tanti altri di questa terra e del Canton Ticino, divenne Architetto di primo piano nella capitale.
Tra le sue opere maggiori ricordiamo il Palazzo Borghese (facciata e corte), la Torre del Campidoglio, il Palazzo Altemps, la Chiese di San Gerolamo a Ripetta, Santa Maria in Vallicella, Santa Maria della Consolazione, Villa Mondragone (a Monteporzio Catone), a Viggiù il campanile e l'avancorpo della Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano.

Onorio Longhi (Viggiù 1568 - Roma 1619) figlio di Martino, era architetto, ingegnere idraulico e dottore in legge; personaggio dalla vita avventurosa e irrequieta, amico dei maggiori artisti del suo tempo dal Caravaggio ad Annibale Carracci.
E' sua la Chiesa di San Carlo al Corso in Roma, il Palazzo Verospi sempre al Corso, la facciata della Villa Altemps.
Nei primi del '600 fu a Milano dove preparò i progetti per le facciate di S. Alessandro e del Duomo e pubblicò uno studio sulle inondazioni del Tevere e suoi rimedi.

Martino Longhi il giovane (Roma 1602) infine, architetto, dottore in legge, Accademico di San Luca come il padre e il nonno, anche letterato, è colui che vive la stagione del grande Barocco romano.
Le sue opere più importanti sono: la Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio a Piazza di Trevi, Sant'Antonio dei Portoghesi, S. Adriano al foro, la Chiesa e il convento di San Silvestro a Caprarola, lo scaione di Palazzo Ginnetti a Velletri.
Martino il giovane morì a Viggiù, dove fu sepolto nel 1660.



Dal catalogo della mostra "I Longhi, una famiglia di architetti tra manierismo e Barocco" (giugno-settembre 1980)

La mostra, la prima che ne documentò l'opera, presentò disegni originali degli architetti, conservati negli archivi, rilievi, un'ampia documentazione fotografica con gigantografie, e una rassegna del vedutismo settecentesco, che permise di valutare le trasformazioni subite nel contesto urbano delle opere architettoniche.

il catalogo, edito dalla clup , oltre alla più esauriente rassegna iconografica, contiene una nota introduttiva di Giulio Carlo Argan e saggi di Mario Bellini, Giambattista Franzi, Luciano Patetta, Paolo Portoghesi ed un bel servizio fotografico di Gottardo Ortelli.



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