stemma

Viggiù in Rete
Associazioni presenti sul Territorio


Associazione Culturale
"Dei Gallo-Italici"
Sez. "Regina Adelaide Aleramici"
Viggiù (Va)
Stemma dei Gallo-Italici

Fondata a Viggiù il 13 giugno 1982 da Giuseppe Scavone, l'associazione dei "Gallo-Italici" trae origine dalle vicende storiche che legarono nei secoli il Comune di San Fratello (Me) al territorio lombardo.



LA STORIA
San Fratello, l'antica Apollonia romana, seguì le sorti dell'isola passando sotto diverse dominazioni.
Durante la presenza longobarda ebbe il nome Santi Fratelli, in onore dei Santi fratelli martiri Alfio, Filadelfio e Cirino che subirono il supplizio sotto l'imperatore Valeriano.
Con l'arrivo dei Normanni (1060) per San Fratello iniziò una nuova storia.
Numerose popolazioni del Nord (Emilia, Piemonte e Lombardia) seguirono quei guerrieri nella loro marcia verso il meridione d'Italia. Un consistente numero di lombardi sotto le insegne e la guida di Adelaide degli Aleramici di Casale Monferrato (poi sposa di Ruggero II di Altavilla, re dei Normanni), si stabilì proprio a San Fratello, dando origine alla più importante colonia lombarda di Sicilia.
Le loro tradizioni e i loro costumi si stemperarono con quelli esistenti, ma un ricordo imperituro restò nella parlata: l'idioma gallo-italico.
Sotto il governo spagnolo il paese fu una delle dieci prefetture militari. Nel 1524 diede i natali a San Benedetto il Moro, il primo santo di colore della chiesa Cattolica, il cui corpo si venera nel convento di S. Maria di Gesù in Palermo, ove morì il 4 aprile 1589.

San Fratello fu colpito in epoche diverse da eventi calamitosi: nel 1754 una disastrosa frana si abbattè sul centro che ben presto risorse; mentre una successiva di più grandi dimensioni, nel 1922, distrusse circa i 2/3 del paese procurando smarrimento nella popolazione.

L'EMIGRAZIONE
Negli anni '50 da San Fratello partirono nella ciclopica emigrazione verso il Nord-Ovest dell'Italia numerosi sanfratellani.
Meta principale la Valceresio. Ad aprire la strada fu Anna Collura, che il 27 maggio 1957 giunse a Viggiù, la seguirono a partire da quell'anno circa 3000 suoi conterranei.
Col passare degli anni nacque la volontà di far conoscere la propria storia e, con questo scopo, costituirono l'associazione.

L'ASSOCIAZIONE
La vita dell'Associazione, dalla sua fondazione, fu scandita da diverse manifestazioni.
Tra le più significative:

L'emigrazione da San Fratello non è mancata d'essere oggetto di studio. Nel 1996 Giuseppina Podda si è laureata presso l'Università Statale di Milano con la tesi "Un esempio di trafila migratoria: i Sanfratellani della Valceresio in provincia di Varese".

Le comunità di Viggiù e San Fratello, si sono incontrate 1l 23 maggio 1999 ed in tale occasione è stato intitolato un nuovo largo, dal nome significativo, "largo della fratellanza" ed è avvenuta, con l'introduzione dello scrittore Vincenzo Consolo, la presentazione del libro "Andare e venire. Trafile migratorie". in tale volume si tratta dell'emigrazione dei sanfratellani verso la Valceresio, dei viggiutesi negli Stati uniti d'America nel XIX secolo e a Roma nel '500. Si descrive inoltre l'esperienza in Africa, quale missionario, del parroco di Viggiù.

Il 31 ottobre 1999, in occasione del 410° Anniversario della morte di San Benedetto il Moro da San Fratello, la comunità dei Sanfratellani presente nel Nord Italia e nella Confederazione Elvetica, ha ricordato il propio patrono con un meeting svoltosi a Viggiù.



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