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Viggiù in Rete |
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- Prima che il giro raggiunga Barre si vuole menzionare, seppur di passaggio,
qualche altra "cittadina del granito" sebbene di minore importanza.
Nel Maine, a Jay e Frankfort
trovò lavoro, come risulta dal censimento del 1900, una dozzina, o giù
di lì, dei Nostri.
Entrambe le cittadine possedevano nel loro territorio una o due cave di granito
d'ottima qualità.
A Conway nel New Hampshire, dove
tre cave davano un granito verde-rosa impiegato nelle costruzioni, risiedevano,
come serba memoria il predetto censimento, una ventina di persone dal tipico
cognome, tre delle quali con la rispettiva consorte.
Una cava in Becket nel Massachusetts
dava un ottimo granito, scuro, per uso monumentale, che veniva tagliato nei
laboratori della vicina Chester.
Nel 1900 a Chester operavano probabilmente sei scalpellini della Valceresio,
tra cui Cirillo Malnati, Giosuè Buzzi e Pietro Quadrupani.
Il piccolo borgo di Fitzwilliam
nel New Hampshire, quantunque fosse un importante centro estrattivo grazie allo
scultoreo granito ''Victoria White", non sembra aver attratto più
di quel tanto i Nostri. Bisogna, infatti, attendere il 1910 per trovarne una
manciata, ovvero una mezza dozzina, anche se da qualche decennio vi risiedesse
una nutrita colonia italiana formata dalle famiglie Valz, Prario e Rosazza,
tutte proveniente dalla Valle Cervo.
- Sul finire del 1890 Barre divenne la destinazione della maggior parte degli scalpellini immigrati dalla Valceresio. Localizzata nel nord del Vermont, lontana dalla costa, da fiumi navigabili e dai maggiori centri abitati, poté però contare sulla strada ferrata per trasportare il granito sul mercato nazionale americano. Fin dal 1875 era attraversata da binari, ma dalle cave, poste in alto sulle collina a est nel villaggio di Graniteville, il granito veniva con immane fatica trasportato a valle per esser lavorato. Quel traffico durò fino a quando le cave non furono collegate al piano con la ferrovia: era il 1888. I costi scesero notevolmente, la domanda aumentò, più di quaranta cave entrarono in funzione, e una maggior quantità di granito poté affluire sul mercato.
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Il monumento allo scalpellino italiano a Barre Vermont in una foto scattata durante la sua posa (a sinistra, da Ristau, 1983 pag. 10) e la copertina della pubblicazione celebrativa edita in occasione dell'inaugurazione.
tratto da:
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Due erano le varietà estratte: una di ottima qualità, blu-grigia, usata nella realizzazione di monumenti, l'altra di media qualità impiegata prettamente nell'edilizia. La maggior parte della pietra era tagliata in blocchi grossolani e portata grazie alla ferrovia a Barre dove era lavorata nei laboratori. Il materiale era così abbondante che nei centri circostanti si aprirono altri laboratori, riforniti anch'essi con la ferrovia.
Così si rintracciano molti dei Nostri non solo a Barre e a East Barre, ma anche nelle circostanti cittadine di Montpelier, capitale del Vermont, a East Montepelier, Northfield, Berlin, Plainfield e Williamstown.
I primi italiani giunti a Barre non provenivano dalla Valceresio, ma nel 1890
sfogliando i registri anagrafici si incontrano più di quaranta persone
che, per via del cognome, potrebbero esser invece partiti da là.
Tra i presenti i primi a essere naturalizzati furono i fratelli Ambrogio
e Giuseppe Bianchi di Piamo Superiore nel 1891.
Nell'anno seguente Giuseppe con i fratelli Carlo
e Giovanni fondarono la "Bianchi Brothers"
ditta per monumenti; i loro laboratori, quello per il taglio lungo quaranta
metri e quello per la pulitura lungo quindici, accoglievano nel 1897 più
di quaranta lavoratori. "I fratelli Bianchi sono intagliatori-scultori
di raro merito e il loro lavoro sta ricevendo un ampio riconoscirnento"
sosteneva il 27 aprile di quell'anno un articolo de The Barre Enterprise, quotidiano
locale.
A Barre nel 1913 più di una dozzina di imprese appartenevano ai Nostri. La "Giudici Brothers" di proprietà dei fratelli Desiderio, Francesco e Giacomo Giudici di Saltrio, della quale sono conservate nella Aldrich Library di Barre le registrazioni contabili relative agli anni che vanno dal 1918 al 1946, preziosamente salvate da Lena Giudici; la "Malnati Brothers"' di Vittorio e Giovanni Malnati da Bisuschio; la "Brusa Brothers"' di Giovanni e Luigi da Brenno; la "Movalli Granite Co." di P. Monti e M. Rizzi da Viggiù; la "Rizzi Brothers` di Stefano e Mario Rizzi da Viggiù; la "Barre Monumental Yards" di S. Dunghi e Giuseppe D. Ossola da Viggiù; la "Star Granite Company" di Giuseppe Ferrari da Porto Ceresio e di E e C. Broggini da Brenno; la "Novelli & Calcagni" fondata da Giuseppe G. Calcagni da Bisuschio e Samuel Novelli, dove lavorarono lo scultore Elia Corti e suo fratello Guglielmo nati a Viggiù.
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Il celebre monumento allo scultore
tratto da: |
- Isolato, a nord-est di Barre, si estendeva un territorio traforato da numerose cave. Quelle di Woodbury davano un granito adatto alla scultura che trasportato per ferrovia veniva tagliato nelle vicine Hardwick e St. Johnsbury; quelle di Ryegate, Kirby e Groton, fornivano granito utilizzato soprattutto in loco. Alcuni dei Nostri si stabilirono in questi centri in un secondo tempo rispetto a Barre: nel 1900 ad Hardwick se ne potevano incontrare otto.
- Fuori dei confini di New York City e del New England, in altre parti degli Stati Uniti, si possono scovare persone originarie della Valceresio. Il Brown Book credit guide menziona che nel 1910 a Buffalo, nello Stato di New York era presente sul mercato dei monumenti la ditta "Bianchi & Abbiati". Non fornendo nel dettaglio il nome dei titolari si è spulciato il censimento del 1900 dove sono stati rintracciati: un Giovanni Bianchi tagliatore di pietra, marito di Ernesta, nato in Italia nel novembre 1866 da padre italiano e madre tedesca; un Sarnuele Abbiati scultore, nato nel luglio 1863, coniugato con Marta e padre di due figli nati nel 1889 e 1895 nell'Ohio. In quest'ultimo stato il più volte citato Brayley conferma l'esistenza nel 1890 della ditta "Jarnes Broggini & Brothers" con sede in Cleveland. E a Cleveland abitava Angelo Bottinelli tagliatore di marmo, il quale nella domanda di richiesta di passaporto dichiarò che aveva lasciato il paese nativo di Besano a 32 anni per venire in America nell'Ohio; nel documento si sottoscrive come testimone A. D. Gandola, presidente della "Gandola Brothers & Co" con sede sempre a Cleveland.
Nel censimento del 1900 a Denver nel Colorado sono registrati: Giuseppe
Pietro Peduzzi, Martino Bianchi ed Enrico
Malnati tutti tagliatori di pietra, e infine risulta che l'artista"
Albino Abbiati aveva ottenuto fin dal 1890 la nazionalizzazione
a New York dove già da dieci anni lavorava.
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