Comunità Montana
della Valceresio

VIGGIU'

 

VIGGIU'

abitanti:

superficie:

altezza:

C.A.P. :

 

4'800

-

506m s.l.m.

21059

SENTIERI

SITO PRINCIPALE

 

Il nome

Fondata probabilmente da Giulio Cesare, il nome romano è "Vicus Juli" (paese di Giulio) trasformato col passare dei secoli in Vicluvium, Vigloeno, Vigue e quindi Viggiù.

La fontana in pietra posta al centro della Piazza Risorgimento

Curiosità

La "Pietra" di Viggiù. La pietra estratta dalle colline di Viggiù, atta ad essere utilizzata come materiale da costruzione e decorazione, portò il territorio ad essere un luogo di frequentazione e studio per coloro che rappresentavano la cultura artistica. La pietra, un'arenaria a grana fine di colore grigio paglierino, si presta come materiale adatto per fini esecuzioni decorative. Esso è la vera origine etica della popolazione viggiutese che con essa e in essa si riconobbe: prima fornendo artigiani ed esecutori, ben presto divenendo scuola di Artisti e Creatori. Tre sono le qualità di pietra, fornite dalle cave di Viggiù, "piombina" è la più forte e resistente utilizzata nella costruzione degli edifici; "pietra grigia e rossetta" per monumenti e decorazioni; la "pietra gentile" detta anche "signorile" utilizzata per rivestimenti ed opere simili. Già dal XII Secolo, artisti viggiutesi fanno parte della Confraternita dei Maestri Comacini. Tra il 1500 sino alla metà del 1600, vere colonie di Artieri Viggiutesi erano presenti a Roma per pregevoli esecuzioni artistiche ed architettoniche. Una intera generazione dei Longhi, i Butti, gli Argenti, i Giudici, i Galli, i Bottinelli, i Piatti, iniziarono la fama del "Paese degli Artisti".

"I pompieri di Viggiù": E' una canzone composta da A. Fragna negli anni quaranta, ma per Viggiù è qualcosa di più: è un marchio, un simbolo che se pur un po ' osteggiata per il fare canzonatorio delle parole, è amata e divenuta un inno. Il motivo apre e chiude quasi sempre i concerti della banda ed è sempre fischiettata dai locali in ogni momento della loro giornata. In effetti il corpo dei Pompieri qui è esistito. Un gruppo di seri operatori pronti alla bisogna del pronto intervento, messi in ridicolo dalla conzone solo perché amata dall'autore e così simpaticamente immortalati.

 

 

Museo Gipsoteca Butti

 

Da vedere

Il centro storico dell'agregato urbano originale, unico nel suo genere. Esso si riconosce immediatamente per la sua aggregazione dei cortili, a volte grandi e aperti, ora un po' più sezionati, che in origine erano le "officine" dove si tagliava e si plasmava la pietra. E' il paese dei "Picasass", e un tempo, percorrendo le strade del centro, si udivano solo gli scampanellii di martelli che picchiavano sui ferri della pietra. Ogni portale ed ogni portone, con il cortile e l'androne recano i fregi decorativi che gli antichi proprietari allestivano per impreziosire la loro casa e questo diventava il loro stemma ed il loro segno di impegno e bravura sino ad arrivare per questo, alla competizione. Da qui la prima distinzione di due compagini che poi saranno famose per i locali: i "Crusitt" e i "Madunitt". Il nome è legato a due chiesette che si trovano a poli opposti (a oriente e a occidente) e che i residenti nell'ambito di ognuna, arricchivano ed impreziosivano il clima di sana competizione.

La piazza della chiesa. E' il piazzale che raccoglie il sagrato della chiesa di Santo Stefano con lo splendido portale ed il campanile del Longhi. La piazza, di rara bellezza per l'apertura sulla sottostante Valceresio, è unica in questi luoghi per la sua competizione ispirata all'affaccio. E' interrotta da un lungo sedile che invita a soffermarsi ed a pensare in clima di vera serenità.

La Villa Borromeo é una villa con parco aperto al pubblico. E' una costruzione fine Ottocento di ispirazione classica con pianta a grandi sale intercomunicanti. I soffitti sono affrescati. La Villa è percorribile ed in essa sovente sono allestite mostre o momenti di incontro culturale. Il parco è freschissimo e si estende da via Borromeo alla scuderia, ricco di importanti piante adulte.

I Giardini Pubblici sono ubicati all'ingresso ovest del Paese e sono grandi tutta una collina. Un vero paradiso verde per grandi, piccoli e anziani che trascorrono qui gran parte dei loro momenti ludici. E' percorribile per una importante arteria che li attraversa, pavimentata e ben mantenuta e tutta una serie di sentieri che, come sistema periferico, adduce a tutti gli angoli più preziosi e remoti.

Chiesa di S. Elia: è posta sulla sommità del monte omonimo, a Nord-Ovest dell'abitato di Viggiù, ad una altitudine di circa 650m s.l.m., raggiungibile, a piedi, in circa mezz'ora di cammino. Da questa altura si aprono ampi coni visuali panoramici che comprendono Viggiù, il Lago di Lugano con Porto Ceresio e Morcote (CH) ed il colle di Besano. L'edificio fu sede di un "cenobio" cluniacense verso la fine del XI secolo, che ebbe breve durata, come nel caso della non lontana consimile S. Maria in Casa deserta di Laveno. La chiesa attuale non è quella originaria, ma una costruzione posteriore che risale alla fine del XVI secolo, dopo che nei primi anni di questo secolo (1504) questa chiesetta divenne centro di devozione, all'epoca di una incursione di lupi nel vicino contrado. Il nartece, con le sue particolari caratteristiche architettoniche, costituite dagli archi e dalle volte a crociera, testimonia con il portico laterale, la funzione della chiesa, meta di pellegrinaggi. L'interno di questa chiesa risulta completato da una serie di affreschi tra i quali campeggia l'effigie del Profeta Elia sul carro di fuoco, con in basso il Profeta Eliseo che raccoglie il suo mantello: tali affreschi sono databili al XVIII secolo.

La Chiesetta di San Siro è a Baraggia, in mezzo ad un grande prato e addossata ad un complesso agricolo. Già Oratorio del Monastero Cluniecense di Sant'Elia e costruita nel 1100-1200, composta di un'unica navata rettangolare con abside a semicupola rivolta ad oriente, la chiesetta conserva preziosissimi affreschi del Quattrocento, belli di composizione, colore e scuola. Di anonimo, essi sono di scuola locale. Ha subito gli acciacchi e le modificazioni culturali del tempo, ma ha mantenuto i suoi caratteri originali leggibili. Una torre campanaria di belle proporzioni sorge all'interno del perimetro dell'edificio e si innalza al di sopra della copertura, costituendo elemento simbolico e di riferimento.

Chiesa di S. Martino: la Chiesa sorge su una piccola altura, un tempo quasi totalmente terazzata e coltivata, oggi brulla verso Sud ed edificata a Nord, situata a meridione dell'abitato di Viggiù. Vi si accede mediante una piccola strada in terra battuta, che si distacca dalla comunale Viggiù - Baraggia, il cui accesso è segnato da un arco Cinquecentesco che reca l'iscrizione "Haec Porta Domini" - Sal. 117. Il luogo ove sorge questa chiesa ha sempre costituito un 'area di culto anche al tempo dei Romani: tale destinazione è testimoniata dalla scoperta di resti di sarcofagi rinvenuti nei dintorni, uno dei quali è visibile all'esterno dell'edificio. La dedicazione a S. Martino, tra le più antiche e ricorrenti in queste terre, attesta origini cristiane molto remote: in un testo custodito dalla Curia di Milano, la si trova indicata già dal XIII secolo. Il Sormani la cita come prima parrocchiale di Viggiù e annota che fu sede di monaci culinacensi nel XI e XIV secolo. L'interno della chiesa ripete, nelle sue linee generali la spazialità e la concezione architettonica delle forme esterne: è da sottolineare, nell'insieme degli elementi decorativi, la presenza di un affresco raffigurante la "Deposizione" di bella fattura.

Il Museo e la Gipsoteca Butti, dove sono conservati i gessi delle opere maggiori dell'artista viggiutense (il guerriero di Legnano è di Enrico Butti). Inoltre bozzetti e gessi di una moltitudine di artisti locali, della Scuola viggiutense. Il museo è vivo e propone visite sempre nuove con percorsi artistici di avanguardia. Raccoglie altresì testimonianze e segni dell'Arte della lavorazione della pietra.

La Scuola di disegno della S.O.M.S.: la più importante del Varesotto. Custodisce bozzetti e disegni di tutti gli allievi da essa plasmati ed un archivio di Nomi di grande importanza artistica di cui si può fregiare.

Cascina Vidisello: l'edificio si trova su di un piccolo rilievo (circa 500m s.l.m.) caratterizzato dalla presenza di terrazzamenti per favorire la coltivazione dei terreni, al di sopra della strada provinciale di Viggiù-Gaggiolo, in prossimità del cimitero di Viggiù. La tradizione orale locale vuole che questo complesso sia sorto sui resti di un antico accampamento romano: si tratta comunque di un adificio antico, censito nella documentazione del Catasto di Maria Teresa, di proprietà della famiglia Buzzi, attorniato da piccoli appezzamenti a coltura molto disomogenea (aratorio, pascolo, bosco, selva, fruttifera). L'attuale struttura presenta una tipologia ad U, a corte interna, dove nomina la presenza di particolari porticati e loggiati che testimoniano il suo diretto e specifico legame con le attività agricole, pur non rinunciando all'introduzione di elementi, come le colonne di pietra che sostengono il loggiato, tipici di una architettura cosiddetta "colta". E' importante sottolineare la presenza di affreschi di tipo decorativo sulle pareti del porticato inferiore.

NUMERI UTILI

segretario comunale
+39 0332 486 106
polizia municipale
urgenze +39 0332 440 722
affari generali
+39 0332 486 106
ufficio tecnico
+39 0332 486 106
ufficio ragioneria
+39 0332 486 106
ufficio anagrafe
+39 0332 486 106
ufficio rilevazione
+39 0332 486 106
cultura e p.i.
+39 0332 486 106
assistente sociale
+39 0332 486 106
biblioteca e musei
+39 0332 486 510

Questa pagina è stata tratta dal sito della
"Comunità Montana della Valceresio"
Via Matteotti n. 18 - 21051 ARCISATE - Telefono: 0332 474267
Manutenzione: mailto:webmaster@comunitamontanavaceresio.it