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Viggiù in Rete
ARTISTI VIGGIUTESI:
ENRICO BUTTI
La morente
Opera n° 9 del catalogo del 1991


gesso, 1891
cm 128x135x279

firma a destra sul cuscino:
"E. Butti".
La morente. Particolare
La morente, particolare. Foto di Eolo Callegari.

La morente. Particolare
La morente, particolare. Foto di Eolo Callegari.
Gesso al naturale per l'edicola Casati al Cimitero Monumentale di Milano.

Presentata all'Esposizione di Brera del 1891 (catalogata come "Monumento funerario in bronzo"), l'opera fu pronosticata vincente dalla critica ma non entrò nella rosa dei premiati.
Più che la concezione, fortemente intrisa di idealismo, turbava la giuria e il pubblico la nudità della giovane giacente, particolare ritenuto poco decoroso per una scultura tombale.
Ne seguì una vera e propria polemica che vide schierarsi a favore del Butti critici influenti come Bettini, Sormani e addirittura una "firma" come Neera.
Assai equilibrato appare, in questo contesto, il giudizio del Grubicy che, dopo aver dichiarato incomprensibile il conferimento del premio Principe Umberto "... ad una sgradevole quanto pretensiosa pittura del Laurenti di Venezia...", analizza compiutamente l'opera nei suoi umori idealistici, giungendo a riconoscere che "... c'è forse un po' d'eccesso nell'interessamento vivo che si accaparrano volta a volta questi due concetti: reale quello della morta, simbolico quello del bassorilievo.....". Al di là di tali valutazioni, che nel loro complesso rivelano tutt'al più il disagio culturale della critica di quegli anni, va osservato che l'opera schiude il filone di più marcata sensiblerie idealistica del Butti, che ne innerverà gran parte della produzione funeraria.
L'artista certo fatica a controllare il repertorio delle valenze simboliche, delle sfumature poetiche in gioco, e tenta di riscattarle con la propria abilità nell'impaginare forme e nel produrre effetti: si veda, ad esempio, la notevole soluzione delle chiome sparse sul cuscino.
Complessivamente, tuttavia, si avverte l'assenza di un'intima tensione espressiva: un raffronto con l'analogo soggetto tratto dal Bistolfi nel 1906 per la tomba Fanny Lacroix, pure al Monumentale, indica chiaramente che l'eclettismo del Butti era mentale ancor prima che tecnico.

Flaminio Gualdoni, da "Viggiù, il Museo Butti". Catalogo generale della Donazione Butti (1982)



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